Anche lo scroto può soffrire di candida

La candidosi, o infezione da Candida Albicans, non è una prerogativa femminile e può colpire anche il maschio. Quando localizzata nella zona genitale può interessare anche lo scroto

ANCHE LUI È SOGGETTO – Sebbene la Candida Albicans colpisca maggiormente le donne – specie nella zona genitale – anche i maschi ne sono soggetti. Le cause possono essere diverse: una cattiva alimentazione, un periodo di particolare stress, una cura antibiotica o un rapporto sessuale non protetto.

LE ZONE A RISCHIO – Le zone più a rischio per la Candida Albicans sono in genere quelle urogenitali. La candidosi può tuttavia interessare anche il cavo orale, il cuoio capelluto, le dita dei piedi e tutta la cute in generale. Quando localizzata nella zona genitale maschile, la Candida può colpire diverse parti dei genitali. Di solito a subire i maggiori danni è il pene e la sua parte superiore, il glande. Quando l’infezione coinvolge più parti genitali maschili prende il nome di “Infezione peninea”, è un’infezione che coinvolge glande, prepuzio, scroto, ano e anche la parte interna delle cosce.

I SINTOMI PIÙ COMUNI – L’infezione da Candida allo scroto si contraddistingue per alcuni sintomi. In particolare, quando colpisce la zona genitale maschile, è accompagnata da un quadro clinico ben determinato: arrossamento, infiammazione e a volte gonfiore della zona interessata. In genere compaiono chiazze eritematose che somigliano a pustoline. Spesso si ha prurito più o meno intenso, che tuttavia non passa grattandosi; anzi, in questo modo di solito si peggiora la situazione. Possono anche esordire delle ulcerazioni dolorose con secrezione di liquidi densi di colore bianco/giallino e maleodoranti.

La candidosi maschile, al pari di quella femminile, deve essere curata in modo adeguato affinché non si corra il rischio che diventi sistemica e infetti anche il sangue. Una alimentazione sana ed equilibrata supportata da un intergatore alimentare ricco di vitamina C e Pseudowintera, rappresentano un ottimo beneficio. Un’infezione di questo genere, secondo gli esperti, può essere altresì causa di sindromi depressive, ansia, iperattività (ADHD), attacchi di panico e fatica cronica. Non si esclude nemmeno un ruolo nell’anoressia e nella bulimia.

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