La Candida mette a rischio la salute dell’utero

La Candida può aumentare il rischio di infiammazioni e infezioni uterine, i consigli per riconoscerle e curarle

La Candida all’utero può dar luogo a diverse patologie. Il fungo più comune è del genere Albicans, ma esistono altre forme che si stanno diffondendo con più frequenza anche nel nostro Paese. Tra queste ci sono la torulopsis, la tropicalis e la rhodotorula.

LA PIÙ DIFFUSA È LA CERVICITE – Uno dei problemi più diffusi causati dalla Candida è la cervicite.  Si tratta, in sostanza, di un’infiammazione della cervice, ovvero del collo dell’utero. I sintomi non sono spesso evidenti, ma in alcuni casi si presentano alterazioni del ciclo mestruale o dolore durante i rapporti sessuali. Benché le cause di questa patologia siano numerose, esiste anche la possibilità che sia provocata dalla Candidosi.

UN ALTO RISCHIO DI DIFFUSIONE – La cervicite di per sé non causa particolari problemi. Tuttavia, è bene tenere presente che il collo dell’utero è una sorta di barriera contro l’attacco di germi patogeni. In caso di cervicite tale protezione potrebbe non essere efficiente, aumentando di molto il rischio di infezioni da Candida all’utero. Il pericolo è quindi quello di assistere allo sviluppo di una metrite o di un’infiammazione delle Tube di Falloppio. È chiaro che in condizioni normali è relativamente semplice curare sia la Candida che i suoi effetti avversi, ma durante una gravidanza è bene porre particolare attenzione ai patogeni che possono interessare l’utero.

A VOLTE PUÒ ESSERE IL CONTRARIO – Se da un lato la Candida Albicans può aumentare il rischio d’infezione all’utero, dall’altra parte alcuni problemi all’utero possono aumentare il rischio di recidive da candidosi. «Un ginecologo esperto dovrebbe consigliare di fare una vulvo-colposcopia per mettere a fuoco la presenza di eventuali “piaghette” del collo dell’utero, condizione normale in molte donne ma che, in alcune di esse, può favorire il cronicizzarsi della candida – spiega la dottoressa Fiammetta Trallo, specialista in Ginecologia a Bologna – La presenza di questa alterazione rende la mucosa cervicale più sensibile e favorisce una maggiore quantità di secrezioni che alterano il pH vaginale. Le piaghette, infiammandosi, diventano a quel punto un “serbatoio naturale” della micosi. Questo accade perché le continue secrezioni e l’umidità a livello vulvare aumentano le probabilità di sviluppare la Candida». Secondo la dottoressa, un ottimo metodo per evitare il problema è quello di «cicatrizzare la piaghetta attraverso un trattamento con ovuli o tramite cauterizzazione». In questo modo si evitano le perdite, asciugando il terreno di coltura che predispone alla diffusione dell’infezione fungina.

Tenere una corretta e sana alimentazione è sicuramente di aiuto per la prevenzione della Candida. Alla dieta è utile abbinare integratori alimentari a base di Pseudowintera colorata, il quale conteniene dei principi attivi molto efficaci per la prevenzione della candida.

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